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ALEXANDER KARELIN

( 25/08/2009 )

 

 

Alexander Karelin rappresenta una vera e propria leggenda della Lotta Greco-Romana. Nato a Novosibirsk nel 1967 in una zona della Russia in cui le temperature arrivano a -50 °C , Karelin iniziò a lottare da bambino, portando a compimento una carriera senior durata quindici anni, composta da dodici titoli europei, nove mondiali, tre ori olimpici ed una medaglia d’argento.

Il segreto di questo campione russo definito da molti come il più grande “grecoromanista” di tutti i tempi si può dividere in due parti, la prima riguarda la tecnica di combattimento, molto efficace in piedi ed estremamente evoluta nelle proiezioni con stacco da terra che, al contrario di quelle effettuate dalla posizione eretta, richiedono molta forza. Durante il combattimento, gli avversari di Karelin (lottatori di oltre 130 kg) era consapevoli del fatto che potevano essere proiettati con facilità non solo nelle fasi di clinch ma anche dal suolo con una tecnica definita “reverse body lift”, vero marchio di fabbrica del russo. Il secondo aspetto riguarda il fisico ; la Lotta prevede un allenamento della forza maniacale, da un lato perché il combattimento avviene in una condizione in cui il coefficiente di attrito è molto basso (al contrario degli stili con il kimono che dispongono di molti appigli) di conseguenza per chiudere efficacemente una presa si dovranno esercitare dei valori di forza maggiori, dall’altro per le esigenze tecniche imposte dalla possibilità di proiettare anche dal suolo.

Alexander era in grado di eseguire lo stacco da terra con un bilanciere da 400 kg per tre ripetizioni e sollevare 320 kg nella panca piana, valori superiori a quelli di un famoso (ed attuale) dominatore delle competizioni “strongman” di nazionalità polacca. Nello stesso tempo il campione russo effettuava workouts che potevano comprendere oltre 15 km di corsa nella neve per incrementare la resistenza organica ; a tal proposito in molti ricordano un aneddoto in cui il lottatore riuscì a trasportare un frigorifero sulle spalle salendo otto piani di scale senza fermarsi. Questo mix di tecnica, fisicità (quasi 140 kg fuori gara) e preparazione fisica permisero a Karelin di rimanere imbattuto per oltre 13 anni di competizioni ad altissimo livello in ambiti nazionali - internazionali. Tali caratteristiche confluiscono nel detto che un vero lottatore deve essere tanto tecnico quanto forte. Il dominio assoluto del russo iniziò nel lontano 1987 con la vittoria del campionato dell’Unione Sovietica e finì alle Olimpiadi di Sydney 2000, anno in cui compì 33 anni e per la prima volta raccolse “soltanto” il secondo posto, complice un problema muscolare ed una motivazione in fase calante.

L’anno 2000 coincise con la fine della carriera agonistica del più famoso combattente di lotta greco romana al mondo. Dopo il ritiro ufficiale dalle competizioni, Alexander Karelin intraprese la strada della politica, forte di una grandissima popolarità all'interno di una grande nazione in cui la lotta è considerata sport nazionale. Questa fama gli permise di accedere alla Duma di Stato e di farne parte ancora oggi in una posizione attiva nel comitato sugli affari internazionali. Il lottatore russo è stato inserito nella Hall Of Fame della federazione internazionale FILA Wrestling.

 

 

 

 

 

 

 

   
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